Materiali in cucina

Nel corpo della casa la cucina riacquista una centralità assoluta. In passato era la vera e propria anima della casa, poi sì è rimpicciolita sempre più fino quasi a sparire, oggi torna ad essere centrale con un tratto “living”. La trasformazione implica un’evoluzione estetica e funzionale, l’introduzione di nuovi materiali o la reinvenzione e ibridazione di sostanze classiche.

E spesso si arriva all’interscambio di materiali tra living e cucina. Dietro tutto questo, quasi invisibili, troviamo innovazioni molto interessanti: trattamenti nanotech, con prestazioni tra le più diverse: antibatterico, antimpronta, oleo-idro repellente, di resistenza all’abrasione, o solid surfaces che consentono finiture materiche non convenzionali, come il superopaco. Si tratta di processi e materiali innovativi che incidono decisamente e volutamente sull’impatto estetico.

Se il titanio “sposa” l’acciaio
Le nostre industrie ce la mettono davvero tutta per raggiungere risultati strabilianti. Arclinea pesca addirittura nell’industria bellica. “È lì – spiega Silvio Fortuna, amministratore delegato della società – che abbiamo trovato il sistema per rendere l’acciaio più resistente all’usura e all’abrasione.

È una tecnologia utilizzata nei sistemi di puntamento, soggetti a sollecitazioni pazzesche e noi l’abbiamo trasferita nelle nostre cucine. Si tratta di un procedimento effettuato in autoclave, a temperatura di 400 gradi, che consente al titanio di depositarsi e legarsi a livello molecolare con l’acciaio inox, rendendolo meno attaccabile dalla corrosione, più facile da pulire, più resistente e colorato”.

Un sistema al “doppio” alluminio
Progetto e metallo sono parole d’ordine anche in casa Modulnova. “Nel nostro sistema Blade – racconta Dario Presotto, presidente della società – i frontali dispongono di ante realizzate con pannello alveolare in allumino rivestito con foglio di alluminio e diverse finiture metalliche. Questo ci consente di attribuire un nuovo valore al concetto di cucina: il design offre nuove soluzioni visive.

Volumi paralleli, linee rette, la sintesi del disegno realizzano nuove geometrie, integrando i mobili al progetto architettonico. Ma lavoriamo molto anche sulla reinterpretazione di materiali classici, legni materici con trattamento a olio e non verniciati, che conferisce calore. Oppure gres, con nuove finiture e dimensioni ampliate, che consentono di realizzare un intero piano con un unico modulo, mutandone decisamente la percezione”.

Il gres che sfida il tempo
Malte e cementi alleggeriti, dall’effetto morbido e setoso sono tra gli ultimi ingressi nel mondo della cucina. “In effetti – dice Vittorio Renzi, direttore generale di Scavolini – abbiamo allo studio alcune malte, poiché hanno superato problemi di fragilità e  screpolatrure, così come ossidi, in grado di conferire un aspetto metallico agli elementi trattati, ma capaci di garantire una posa semplice e bassi costi.

Attualmente, rispetto a nuovi materiali, la nostra azienda utilizza con successo il gres porcellanato, per i top ma anche per il rivestimento delle ante. La questione da trattare con cura per questi manufatti è l’assemblaggio, si tratta di un processo delicato, che viene gestito da macchine robotizzate. In tutti i casi, il suo impiego offre risultati estetici di indubbio impatto, con un approccio contemporaneo, urbano e industriale.

A questo va aggiunto che il gres porcellanato è un materiale estremamente resistente al taglio, alle abrasioni, all’acqua e agli sbalzi di temperatura, non si deforma e garantisce una longevità eccezionale di superficie, quindi particolarmente indicata per un ambiente come la cucina”.

Tavole d’abete super protette
Certamente innovativi e di indubbia suggestione gli impieghi fatti da Boffi di alcuni materiali davvero tradizionali. “Recuperiamo vecchissime tavole d’abete, ottenute da dismissione di antiche baite – spiega Enrico Boffi – e applichiamo un trattamento protettivo, per poi utlizzarle per la costruzione di piani per penisole o rivestimenti frontali.

Devo dire che, in generale, il legno massello e il suo aspetto naturale sono molto apprezzati soprattutto quando trattati con passaggi di levigatura che lasciano quasi un’impronta di segagione, molto materica. Inoltre, per accentuare questo effetto caldo vengono trattati con vernici a base d’acqua o oli naturali.

A questi abbiniamo acciai in spessori sottili, sui piani cucina, con trattamento Durinox. Si tratta di un procedimento che rende estremamente resistente il metallo, oltre a fornire un aspetto opaco davvero piacevole. Molta ricerca anche su nuove generazioni di grandi lastre per i top, realizzate con un mix ceramico-vetro, dalle prestazioni importanti”.

Volumi e forme sorprendenti
Contrasto tra vetro, a sostenere volumi che appaiono così sospesi nel nulla e piani coperti da un mosaico di variopinte azulejos è l’ultima strada individuata da Lago. “Stiamo lavorando sull’innovazione delle interpretazioni – precisa Daniele Lago – vogliamo rompere la percezione di ingombro e pienezza delle cucine viste sino ad oggi, con nuovi moduli capaci di rompere con la tradizione che vuole configurazioni standard.

Nasce così la cucina non-cucina che si sgancia dai rigidi schemi compositivi e consente di creare volumi e forme sorprendenti. Nasce anche un linguaggio estetico nuovo, perché il modulo quadrato, assolutamente atipico nell’ambiente cucina, permette geometrie inconsuete, come alberi, nuvole, figure astratte. Ma Daniele Lago ha in serbo un’altra sorpresa, davvero rivoluzionaria, che rompe gli schemi della classica domotica superandola di slancio “Arredi con cui dialogare – specifica Lago – quindi che, attraverso uno smartphone, stimolano l’interazione, memorizzano, suggeriscono; una piccola magia resa possibile dall’utilizzo della tecnologia Nfc.

Avvicinando uno smartphone al microchip interattivo che da oggi applichiamo sui nostri prodotti, sarà possibile iniziare un dialogo con gli arredi ottenendo così informazioni specifiche, sui materiali, il designer, istruzioni e consigli d’uso, ma anche provare esperienze più coinvolgenti, come memorizzare le storie nate attorno al prodotto, attraverso immagini, testi o suoni così da comporre un diario emotivo per ricordare nel tempo la meraviglia di alcuni momenti vissuti”.

La ricerca dei minimi spessori
Phoenix e Trail sono invece le linee che condensano l’idea della cucina e delle sue innovazioni per Varenna, con soluzioni tecniche all’avanguardia e una declinazione stilistica sempre più personale “Nel primo caso – spiega Dario Cestari, responsabile tecnico dell’azienda – si tratta di una proposta che riduce ogni elemento compositivo alla propria geometria primaria.

Il top in acciaio spessore 6 millimetri caratterizza l’isola centrale scandita dalla maniglia Phoenix di nuovo disegno, ottenuta dalla combinazione delle ante con trafilatura passante e con sagomatura terminale a 90 gradi. La ricerca dei minimi spessori accomuna invece i diversi componenti del modello Trail, dai top spessi 6 millimetri alle mensole per boiserie di soli 3, fino ai nuovi contenitori a giorno con schienale luminoso.

di Alessandro Bini