Mangiare, bere, acquistare

Ormai anche nella ‘capitale morale’ d’Italia, Milano, ma non solo, sta sorgendo con una certa rapidità una nuova tipologia di locali, consacrati alla ristorazione, che potremmo definire “da mane a sera”, aperti cioè dalla mattina, per la prima colazione, e fino a sera (che non sempre è la notte), che prevedono similare dignità per i tre pasti della giornata – prima colazione, pranzo e cena – i quali vengono tutti preparati in cucina, colazione compresa, che, perciò, non viene più rappresentata dal classico cornetto (di produzione industriale) inzuppato nel cappuccino (il latte di vaccino viene ormai seriamente contestato, in primis dalla super-ricerca scientifica riportata nel celeberrimo libro The China Study, in edizione anche italiana).

Ma ciò che c’è di ulteriormente nuovo è che, al di là del ‘consumo sul posto’, nel momento in cui questo risulta soddisfacente, il commensale può allora decidere di acquistare in loco e portarsi poi a casa alcuni dei prodotti gourmand, di produzione ristretta e con etichetta esclusiva, che ha appena gustato: dalla pastarella alla conserva di pomodoro, dal vino all’olio, dalla pasta alle spezie, dalla colata di alici al sushi di pesce…

In effetti, navigatissimi ristoratori (primi fra tutti a Milano, Langosteria 10  e Giacomo) si fanno ormai un vanto di prodotti alimentari prima ricercati sull’intero territorio nazionale e poi personalizzati con un proprio marchio, che alla fine garantirebbe una sopraffina qualità.

Ma c’è chi, come Un posto a Milano all’interno dell’intatta Cascina Cuccagna (1695), non solo può provvedere dell’ottimo take away ma anche, due volte a settimana (martedì e venerdì, dalle 15.30 alle 20), il variegato Mercato agricolo, cioè prodotti farm-to-table, locali, stagionali, biologici, di provenienza certa e al giusto prezzo.

E, a proposito di biologico, sta spopolando a Milano Bio.it, dalla colazione alla cena (aperto dalle 9 alle 22.30, comprese le domeniche), che, oltre a offrire piatti della tradizione mediterranea, permette di approvvigionarsi nella sua dispensa, prevedendo anche un apposito ricettario; è sito inoltre a Porta Nuova, l’area più di tendenza di Milano, e sotto i grattacieli del Bosco Verticale di Stefano Boeri.

Ma chi preferississe il vegano non ha che andare da Mantra Raw Vegan, “il ristorante che non cuoce niente” e presso cui si può fare una spesa ‘a tono’.

E, alla fine, fra diverse formule di consumo conscio e innovativo, quella forse più scanzonata è quella del ristorante nomade, con ulteriore offerta di conserve dolci e salate fatte in casa, di Vasiliki Kouzina, una giovane greca, colta e chic, che, buttati alle ortiche gli anni accademici, ha capito che soprattutto le piace cucinare e in base alla pratica e ai racconti di nonna Cristina: cosi, a Milano s’è inventata un catering (con possibile spesa di conserve), il cui polpo al miele e vino rosso è tra i più richiesti.

di Olivia Cremascoli