Second life

Due appartamenti rinascono a nuova vita come villa urbana per interpretare i desideri di una coppia che ama ricevere e ospitare gli amici. Succede a Sankt Moritz, in Svizzera, all’ultimo piano di un edificio residenziale affacciato sul ghiacciaio del Bernina. Un esperimento di puro design, che ridisegna il concetto di relax in montagna  

 

Progetto di ZDA Zanetti Design Architettura – Umberto Zanetti
Hanno collaborato: Paola Cantore, Valentina Cattoni, Gian Andrea Hartmann (local architect)
Foto di Santi Caleca – Testo di Laura Ragazzola

 

“Vuole sapere qual è la particolarità di questo progetto? Il fatto che i committenti mi avevano chiesto di realizzare una villa urbana in cima a un condominio di quattro piani…”, ci spiega divertito Umberto Zanetti, da trent’anni sulla scena del progetto internazionale con il suo studio milanese di architettura e design.

“In altre parole, volevano poter disporre della massima autonomia, come in una casa monofamiliare, godendo contemporaneamente di una vista mozzafiato sul ghiacciaio del Bernina, grazie alla quota elevata dell’ultimo piano”.

L’appartamento, infatti, si trova al quarto e ultimo livello di un elegante condominio di Sankt Moritz, una delle più esclusive e ambite località turistiche d’Europa, nel cuore delle Alpi Svizzere.

Architetto, qual è stata la mossa vincente del progetto?
Scommettere, con la complicità dei padroni di casa, sull’assetto distributivo originale – due appartamenti distinti – per trasformare un vincolo in un elemento di forza. Ho, infatti, sfruttato il preesistente corridoio di collegamento, che consentiva di raggiungere il secondo appartamento di testata, passando attraverso il primo, come impianto dei percorsi del nuovo progetto: nella zona centrale è stata ricavata una fascia di servizi (cucina e bagni) che, ‘permeabile’ in più punti grazie a passaggi e coni visivi, si connette con l’area disposta a sud, dove si sviluppa il fronte principale della casa (area pranzo, soggiorno, camera padronale e area ospiti).

Un progetto, quindi, votato alla massima funzionalità?
Certo, ma anche attento a evitare rigidità nell’articolazione degli spazi. La scelta di realizzare dei passaggi di connessione trasversali ha reso gli ambienti più permeabili: abbiamo sostituito alcune pareti con leggeri setti lamellari, che allargano gli spazi ma mantengono anche la memoria dell’assetto originario.

Un’articolazione piuttosto complessa, dunque, che scandisce sì lo spazio, ma lo scompone ulteriormente…
Certo, tuttavia c’è un’alchimia che lega il tutto: il legno diventa l’elemento unificante, che stempera visivamente la complessità distributiva degli spazi. Il rovere naturale, infatti, corre sui pavimenti in lunghe doghe per ‘risvoltare’ sulle pareti.

E gli arredi?
Quelli fissi sono a km zero… La presenza di artigiani locali, bravissimi per capacità  e qualità esecutiva, ha fatto in modo che tutto l’impianto del progetto di interior è stato prodotto in loco: cucina, tavoli, librerie sono ‘tailor made’; in alcuni casi gli arredi diventano parte integrante delle pareti, come nel caso dei contenitori-guardaroba, annegati nel rivestimento ligneo.
Altro leit-motiv è la scelta del colore d’accento, che recupera la classica tonalità – il rosso RAL 3020 – della bandiera svizzera. Rosse sono le fasce in lamiera che scandiscono i profili delle pareti e rosso è il camino, inglobato in un mobile-libreria in ferro e legno, che a filo pavimento si trasforma in legnaia. Infine, i blocchi dei bagni, arricchiti anche da una spa, scelgono la preziosità del marmo ma con finitura a mosaico, semplice ed essenziale. Non mancano pezzi iconici della storia del design, che punteggiano gli spazi esaurendo il progetto d’interior.

E la luce?
Dal punto di vista illuminotecnico, ho scelto modelli integrati nel rivestimento ligneo, alternati a pezzi iconici della produzione contemporanea. Ma è la luce naturale la grande protagonista: entra copiosa dalle ampie superfici finestrate del fronte sud e circola libera negli ambienti grazie a portali a tutta altezza; si stempera, poi, nelle quinte brise-soleil oppure gioca con i coni visivi creati da aperture scolpite nelle pareti.
Il soffitto, infine, leggermente mansardato verso il fronte nord, rimbalza e incanala la luce, sia naturale sia artificiale, facendo dimenticare ancora una volta di essere ‘solo’ in un  appartamento.