Glass House

Completamente trasparente al paesaggio, la casa si appoggia su una delle colline del Basso Monferrato.
Un buen retiro che unisce l’ospitalità di una suite a cinque stelle alla sostenibilità del progetto

 

Progetto di Carlo Maria Caire – Studio di architettura Caire
Testo di Laura Ragazzola – Foto di David Zanardi

 

La straordinaria bellezza delle colline che si allungano verso l’orizzonte riempie lo sguardo. Strade, case, persone sfumano nella grandezza del paesaggio, che si è conquistato un posto nella prestigiosa World Heritage List dell’Unesco.

Anche la casa, appoggiata su un lieve dosso, quasi scompare nel verde, per vivere in simbiosi con la natura e partecipare al silenzio e a alla quiete di questo angolo di Monferrato. Siamo a qualche chilometro da Casale, capitale storica di questo territorio incastonato fra le più celebri Langhe e la Lomellina, dove le viti (da cui la produzione di celebri ‘etichette’ vinicole) corrono su e giù per le colline, punteggiate da piccoli borghi e castelli.

Proprio il paesaggio diventa il banco di prova di questo progetto: una guest house completamente di vetro, un’architettura che sembra contenere il bosco, partecipando al cambio delle stagioni e al trascorrere delle ore del giorno e della notte. Il progetto è firmato dall’architetto Carlo Maria Caire per Dream&Charme, società specializzata nel settore dell’hotellerie che da oltre 12 anni propone esperienze  di ospitalità non convenzionale. Ultima in ordine di tempo quella offerta dalle Glass Houses.

“La prima”, spiega Giorgio Caire di Lauzet, founder e presidente della società milanese, “è stata realizzata fra le colline del Monferrato un anno fa (in queste pagine, ndr) come prototipo della casa del futuro: una super suite, che oltre a offrire un’occasione unica per vivere un rapporto simbiotico con la natura, ha una vocazione ecostenibile al 100%. Non solo. Stiamo lavorando per rendere le nostre Glass Houses ‘responsive’ e cioè capaci di interpretare e addirittura anticipare le necessità del padrone di casa, come un perfetto maggiordomo”, conclude Caire di Lauzet.

Insomma, una casa ‘esperienziale’ per un week end o un soggiorno speciale, che oltre a dialogare con il paesaggio, riducendo la soglia fra ciò che sta dentro e ciò che sta fuori, ascolta anche le persone, le loro esigenze e necessità per garantire massimi comfort e benessere.

La suite è un modulo prefabbricato, smontabile e riciclabile, che anche in fase di cantiere non impatta sull’ambiente. Oltre alle modalità costruttive, sono sostenibili anche le scelte materiche: grandi vetrate termiche e altamente  insonorizzate combaciano esattamente con i prospetti della casa, che ha una struttura portante in ferro, mentre tamponamenti e tetto sono in materiali compositi.

Una sofisticata tecnologia domotica, a comandi vocali, regola le tende di oscuramento delle facciate vetrate, realizzando scenari diurni e notturni a seconda delle ore del giorno e delle stagioni, nel segno di una massimo comfort climatico interno.Così la casa da involucro inerte diventa una struttura interattiva che dialoga con la natura e con i suoi ospiti, in un doppio legame simbiotico.

I 70 metri quadrati della superficie interna si articolano in soggiorno con area living e cucina, camera da letto e bagno con spa (sauna a bagno turco). La casa è modulare e può ampliare i suoi spazi a seconda delle esigenze.

I più importanti brand del made in Italy si alternano nelle scelte d’arredo, completate dal know how di aziende internazionali per quanto riguarda la climatizzazione e la domotica. Sul tetto pannelli fotovoltaici di ultima generazione contribuiscono a rendere la casa autosufficiente dal punto di vista energetico in assenza di rete.

Il prossimo passo? “Un resort unicamente realizzato con Glass Houses di ultima generazione”, ha concluso Caire di Lauzet.