Eclettici e connessi

Il mondo del design si arricchisce di cinque nuovi marchi italiani. In comune hanno un rapporto virtuoso tra artigianato
e industria e uno stile innovativo e riconoscibile. Lavorano con l’apporto creativo di importanti studi, puntano al mercato internazionale e ai canali online

 

di Valentina Croci

 

FUCINA
Fucina nasce dalle maestranze cinquantennali di Lidi, azienda brianzola della carpenteria metallica. La prima collezione, Digest, è disegnata da Sam Hecht e Kim Colin, Pauline Deltour, Jun Yasumoto e Maddalena Casadei, art director del brand. Ad accomunarli è la ricerca dell’essenziale e un’elegante pacatezza. La collezione fa sparire giunti e bulloni ricercando una leggera robustezza, lontana dall’estetica che solitamente connota gli arredi in metallo.

Maddalena Casadei, qual è l’aspetto più innovativo del brand?
Negli ultimi anni si sono viste nascere diverse realtà legate ai metalli. Abbiamo perciò deciso di allontanarci da un aspetto industriale: niente viti a vista o bulloni, ma processi di saldatura, cerniere e strutture in tensione non visibili. I pezzi sono saldati e lucidati in modo così perfetto da apparire monolitici. Giocano sul contrasto tra pesantezza del materiale e leggerezza visiva. Abbiamo scelto di lavorare solo con il ferro, trattandolo come un metallo pregiato. I designer con cui abbiamo lavorato, accomunati da un approccio da industrial designer puro, hanno sposato la visione.

Quali saranno i canali di distribuzione?
Come e-commerce siamo su Artemest e stiamo trattando con rivenditori esteri. Fucina era nello store TwentyTwentyOne durante la London Design Week. Perché sono prodotti che, solo se visti dal vero, possono arrivare con tutta la loro qualità e unicità.

FIRMAMENTO MILANO
Firmamento Milano è la startup di Carlo Guglielmi, che porta nel marchio la sua cinquantennale esperienza nel settore illuminotecnico. Con l’apporto creativo di dodici importanti studi di architettura internazionali, l’azienda propone una proposta discreta ma al contempo autorevole, alla ricerca della qualità e di un rapporto virtuoso tra artigianato e industria.

Carlo Guglielmi, perché questa start-up?
Sono stato più volte sollecitato a rientrare nel mondo dell’illuminazione ma, non volendo farmi carico di situazioni pregresse, ho deciso di dar vita a una nuova società da me completamente controllata, in cui posso dar campo alle mie convinzioni senza condizionamenti. Ho voluto richiamare Milano nel nome perché per me significa saper studiare, conoscere, ricercare e sperimentare, saper fare, cambiare e rischiare.

Come ha selezionato i progettisti?
Ho sentito opportuno ripercorrere le tappe fondanti del sistema design in Italia, costituite da un propositivo rapporto tra i grandi professionisti dell’architettura degli anni ’60 a Milano e le piccole-medie imprese che caratterizzano il tessuto industriale. I prodotti sono il risultato di straordinarie capacità creative e produttive, tali da essere collocati sul mercato attraverso un selezionato numero di rivenditori qualificati, una novantina in Italia. Riteniamo che i nostri prodotti debbano essere proposti e spiegati, per tanto non venderemo online.

EXTO
Exto è una realtà brianzola nata dall’esperienza nel contract del titolare Andrea Galimberti. Per il suo debutto ha scelto Sam Baron, Paolo Cappello, Matali Crasset, Lorenzo Damiani, Francesco Faccin, Constance Guisset e Lanzavecchia+Wai che hanno sviluppato il tema della personalizzazione dei materiali: metalli laccati, cromati o perfino in oro zecchino si mescolano al legno massello; laccature lucide o opache si combinano a cuoio, pergamena, ferro grezzo e acciaio lucido.

Andrea Galimberti, perché un nuovo marchio?
Volevamo assumere un’identità precisa e riconoscibile mostrando quello che siamo in grado di fare. Rimanere in ambito contract ci costringeva a essere eterni artigiani, pur avendo un’organizzazione da piccola industria.

Qual è l’aspetto innovativo di Exto?
L’uso di un design dal linguaggio internazionale più vicino alle edizioni limitate che all’industrial design; più accessibile rispetto alle opere da galleria ma parimenti poetico e con una grande attenzione ai dettagli.

Quale sarà il posizionamento del brand?
Sarà senza dubbio alto. Vorremmo realizzare una distribuzione mondiale attraverso dei dealer ufficiali. Già dall’anno prossimo puntiamo a essere in fiera al Salone del Mobile di Milano.

Overlooking è il sistema di mobili contenitori progettato da Lorenzo Damiani per Exto. È caratterizzato dalla presenza, decisa ma discreta, di maniglie ‘alari’ disposte per tutta la lunghezza della parte frontale del mobile che permettono di aprire cassetti o ante.
“Come in un’architettura”, racconta Damiani, “ogni elemento è caratterizzato dallo stretto rapporto tra esterno e interno. Il cassetto è il luogo ‘della casa’ dove riporre oggetti e indumenti, mentre le maniglie assumono la funzione di un balcone su cui appoggiare oggetti ‘di passaggio’, come, per esempio, promemoria o libri”.
Le maniglie sono realizzate in massello di noce e assemblate con un incastro a pettine la cui dentatura, nelle versioni in essenza naturale, diviene un elemento decorativo in un contrasto discreto con le forme squadrate della struttura.
Come per gli altri arredi di Exto, la possibilità di scelta delle finiture è ampia: se l’esterno del contenitore è in noce canaletto, l’interno è laccato in diversi colori, o viceversa. I cassetti possono avere maniglia alare oppure piana con apertura push/pull, ottenendo un fronte variamente articolato. Accessori possono essere sospesi alle maniglie come contenitori mobili.

MEDULUM
Medulum racconta uno stretto legame con la laguna di Venezia. Il nome in latino indica il corso d’acqua che i nobili veneziani utilizzavano per raggiungere le loro residenze estive. La collezione di otto pezzi nasce dalla collaborazione di Mauro Accardi e Silvia Buccheri di studio Bacs Architettura, art director del marchio, con l’esperienza quarantennale della falegnameria Zanchettin. Interpreta la natura selvatica, i colori e le atmosfere della laguna di Venezia, nonché l’opulenza delle residenze patrizie.

Diego Zanchettin, qual è l’idea sottesa al marchio?
Desideravo coniugare l’oggetto di design con la concretezza e la competenza realizzativa di una bottega manifatturiera. Mi piace che i prodotti Medulum, tutti unici in quanto fabbricati singolarmente, raccontino le peculiari caratteristiche ambientali dell’area dove è nata e sta crescendo l’azienda. La particolare affinità e la comune sensibilità progettuale tra me, Mauro Accardi e Silvia Bucchieri ha fatto sì che la collaborazione nascesse in modo spontaneo.

Qual è il posizionamento di Medulum?
La fascia medio-alta del mercato per le qualità progettuali e produttive e per le caratteristiche intrinseche degli oggetti. La distribuzione avviene tramite portali specializzati in questa tipologia di prodotti e tramite rivenditori selezionati.

MASON EDITIONS
Mason Editions nasce dall’esperienza di Lucepura, azienda veneta specializzata nel settore dell’illuminazione e dall’incontro dell’imprenditore Fabio Mason con tre designer indipendenti: Martina Bartoli, Serena Confalonieri e Matteo Fiorini. Agli ultimi due è affidata la direzione artistica. La prima collezione di complementi d’arredo e luci punta su un disegno lineare, dalle forme semplici ma eclettico, giocato sul contrasto materico e sui colori.

Fabio Mason, quali sono le caratteristiche del marchio?
La passione per l’oggetto di design e per la ricercatezza di finiture e dettagli. Dopo aver lavorato per alcuni anni a fianco delle più rilevanti maestrie del distretto veneto, ho sentito l’esigenza di un marchio che raccontasse il made in Italy, ma con una decisa consapevolezza sostenibile.

Come i designer interpretano l’identità del brand?
Ognuno la legge con la propria cifra stilistica. Martina Bartoli punta su un’essenzialità che gioca con il gesto o con gli accostamenti, suggerendo nuove interpretazioni materiche. Serena Confalonieri interpreta suggestioni naturali attraverso salti di scala e la semplificazione delle forme. Matteo Fiorini cerca la contaminazione disciplinare in oggetti semplici, il cui movimento regala contorni sfuggenti. Stiamo pensando anche a prodotti più accessibili per il nostro canale di e-commerce.