Compleanno a palazzo

Quando nacque trent’anni fa, la collezione Fendi Casa rappresentò una novità assoluta: lo stile di una celebre maison di moda declinato nel mondo della casa. Oggi, sotto la guida di Raffaella Vignatelli, il marchio definisce i traguardi del suo prossimo futuro. All’insegna di lusso, sapienza artigianale e made in Italy

 

Foto di Emanuele Zamponi
Testo di Raffaele Panizza

 

Ci sono aziende che vivono una sorta di doppia esistenza, una pubblica e una segreta: prodotti impeccabili e ricchi di stile esposti negli showroom ma concepiti in uffici asettici, zone produttive rumorose, artigiani impiegati su macchinari desueti, lontani dalla bellezza di ciò che alla fine verrà accarezzato con gli occhi nei negozi.

Il quartier generale di Luxury Living Group, che dal 1988 disegna e realizza la linea di arredi e complementi Fendi Casa, è invece scintillante e nobiliare quanto i divani Ceasar accostati alla pareti affrescate della sala Gandolfi al primo piano di Palazzo Orsi Mangelli nel cuore di Forlì. È spazioso e accogliente come il divano circolare Artù illuminato da un immenso lampadario realizzato a Murano.

In dialogo perfetto con la pelle color tabacco delle collezioni più contemporanee firmate da Toan Nguyen o con le lampade Infinity disegnate dal team creativo dell’azienda, oltre trenta persone suddivise tra uffici stile e reparto ricerca e sviluppo. Tre decenni di collaborazione già festeggiati con eventi esclusivi a Milano, Miami, New York e Los Angeles, fino alle celebrazioni in programma a dicembre in concomitanza con Art Basel.

Palazzo Orsi Mangelli è una meraviglia tardo barocca, ex sede della segreteria studenti dell’Università di Bologna e ristrutturata per volere del fondatore di Luxury Living Group, Alberto Vignatelli. Un anno di lavori che l’hanno reso un ambiente polifunzionale, showroom e spazio eventi, immense sale dall’anima mutante dove gli arredi vengono completamente modificati tre volte l’anno, in concomitanza con gli eventi e le fiere che scandiscono la vita produttiva del Gruppo.

Come The Event, la kermesse di settembre in cui vengono invitati a Forlì i più importanti dealer mondiali del Gruppo (solo per Fendi Casa, sono più di duecento). E poi la parigina Maison & Object e il Salone del Mobile di Milano, quando da Forlì si muovono creazioni in grado di mostrare al mondo cosa succede quando l’alta sartoria si sposa col complemento d’arredo più sapientemente curato.

“Ora siamo di fronte a un importante cambio generazionale: ci troviamo a dialogare con un pubblico nuovo, più giovane, fatto di esteti cosmopoliti che hanno girato il mondo, hanno studiato in Europa e in Usa e sanno riconoscere il bello”, sottolinea Raffaella Vignatelli, che dalla scomparsa del padre, insieme a Olga Vignatelli e a Daniele Vignatelli, guida quest’azienda da trecento dipendenti (più di mille i collaboratori contando l’indotto) e circa 120 milioni di fatturato con la produzione di collezioni a marchio Fendi Casa e quelle create in licenza per Trussardi, Bentley, Bugatti, Ritz Paris e Baccarat.

Tutto il piano nobile di Palazzo Orsi Mangelli è arredato Fendi Casa, una sorta di versione più ampia e se possibile ancor più magniloquente dello showroom di Via Montenapoleone a Milano aperto nel 2016. Un’estensione da terraferma dello Yacht Club di Montecarlo progettato da Norman Foster e in gran parte arredato con soluzioni d’interior create da Luxury Living Group col marchio della maison romana.

O come il superyacht Solo, un 72 metri appena varato a Genova e realizzato dai cantieri Tankoa, con cabine armatoriali e spazi comuni decorati da colori blu e terra, legni preziosi in Ebony Macassar e marmi veneti, oltre alle trame ispirate alle collezioni moda della griffe.

“Ci siamo resi conto che anche i modelli creati trent’anni fa da mio padre e dalle sorelle Fendi sono elementi dal design senza tempo”, continua Raffaella Vignatelli, “e le riletture in chiave contemporanea di certi cavalli di battaglia, come la linea Tudor, Montgomery e Prestige, restano stabilmente in cima alle vendite: basta sostituire una ciniglia con un vitello a stampa coccodrillo, un jacquard con un lino a trame geometriche ispirato alle nuove collezioni Fendi, e tutto immediatamente cambia. Dosare e modulare forme e materiali, questo è il segreto”.

Un rapporto costante di comunicazione e tradizione realizzato sull’asse Roma-Forlì, grazie all’esperienza della famiglia Vignatelli che ha saputo trovare l’equilibrio tra sapienza sartoriale e visione industriale, tra il respiro effimero delle tendenze legate alla moda e la necessità di creare mobili e complementi duraturi, contemporanei ma immediatamente classici, in un approccio ‘total living’ che sappia regalare l’allure Fendi a tutta la casa.

Un completarsi a vicenda favorito dal più recente coinvolgimento appassionato di Silvia Venturini Fendi, direttore creativo Uomo, Bambino e Accessori Donna, e del nuovo ceo e presidente Fendi Serge Brunschwig. “Per quanto ci riguarda, ci basta un particolare ispirato dalle collezioni alta moda per trasformarlo in una decorazione, o in un prodotto finito”, racconta Raffaella Vignatelli. “Per esempio, abbiamo realizzato ben quattro collezioni partendo dal semplice bordo colorato di una borsa iconica, la Peekaboo: prima ne è nato un cuscino, poi il filetto di un divano, poi la spalliera di una sedia: il divano Dorian, con la cerniera cucita all’interno di una piattina di cuoio lavorata a mano, nasce proprio da lì”.

Continui salti dal tradizionale al contemporaneo realizzati grazie alle collaborazioni avviate con designer dalle sensibilità più articolate: come Toan Nguyen, insieme al quale nel 2012 è nata la collezione Fendi Casa Contemporary, che grazie a intuizioni minimal, come la linea di sedute Blixen, ha aperto a Luxury Group il mercato nordeuropeo.

O Thierry Lemaire, autore di una recente capsule collection in grado di abbinare velluti, pellicce e metalli, cerniera perfetta tra passato e futuro. Poi Chafik Gasmi, Dimitri Rybalchenko, Nicolas Thomkins e Carlo Colombo, che in occasione dello scorso Salone del Mobile ha presentato il divano Empire, oggetto ideale per sintetizzare e festeggiare la trentennale collaborazione tra Luxury Living Group e Fendi.

“Ogni brand ha un ufficio stile dedicato”, spiega Raffaella Vignatelli, “ma non va mai dimenticato il contributo offerto dai giovani che formiamo all’interno della nostra IDA, la International Design Academy che abbiamo fortemente voluto. Per esempio, la collezione di vasi Cube di Fendi Casa è nata da un’idea di una nostra studentessa”.

Il reparto produttivo funziona come un orologio, un lavoro silenzioso e pulito realizzato con competenza da chi lavora per il gruppo da una vita. Ventimila metri quadrati di capannoni, un caveau delle pelli gelosamente conservate al rovescio per non esporle alla luce che le danneggerebbe.

Poi il magazzino dei velluti coi rulli ben separati l’uno dall’altro, in modo che le superfici non si tocchino mai per scongiurare il rischio che si creino le tipiche ammaccature. C’è il nuovo reparto dedicato al taglio del cuoio, zona di lavoro delicatissima dove tutto è fatto a mano, a parte la fase del taglio affidata a luccicanti macchinari di ultima generazione, i migliori sul mercato.

“Questa che sta vedendo è una lavorazione difficilissima, perché la mano dell’operatore deve essere ferma e la velocità di movimento costante”, spiega un capo reparto, mostrando il lavoro di verniciatura, pezzo per pezzo, delle componenti di una sedia.

Tutto è pensato per affrontare le sfide più difficili: si colorano a contrasto anche le parti meno visibili, tanto che è sufficiente una minima sbavatura per rendere il prodotto non conforme, e buono soltanto per essere accantonato in fondo al magazzino. E mentre lo scansionatore delle pelli illumina l’ambiente in cerca dell’angolazione più razionale per avviare il taglio, le sarte realizzano punti e croci dalle loro postazioni computerizzate, per avere costantemente sott’occhio la scheda tecnica delle lavorazioni.

“Quella di Fendi Casa è la storia di un progetto unico fatto di sogni e dedizione”, conclude Raffaella Vignatelli. “Oggi celebriamo questo trentesimo anniversario con la stessa inesauribile passione che aveva mio padre, nel segno della modernità e dell’eccellenza tutta italiana”.