Jil Sander a Tokyo

Pura, incontaminata, semplice e accogliente, nel design come nella percezione. Questa l’atmosfera che i direttori creativi Lucie e Luke Meier vogliono ricreare all’interno dei negozi Jil Sander.

Per rendere tangibile la loro visione hanno coinvolto John Pawson, il rinomato architetto britannico noto per il suo approccio al design rigoroso e minimale, ma al tempo stesso emozionale, reale.

La loro prima collaborazione, il nuovo flagship store di Tokyo, che si sviluppa su 286 metri quadri nel quartiere di Omotesando, è un riverbero, una parafrasi, un inventario della loro visione condivisa, di una semplicità ponderata.

“La mia visione del negozio è sempre stata quella di un luogo caratterizzato da un senso di quieta profondità e permanenza, in cui la prima cosa che noti è l’atmosfera piuttosto che l’architettura: spazi semplici, accuratamente ridotti all’essenziale, in cui le persone si possono sentire a proprio agio e dove l’attenzione cade in maniera del tutto naturale sugli abiti”, dichiara Pawson. “Sin dalla nostra prima conversazione era chiaro che Lucie e Luke Meier non solo condividessero la mia visione, ma che potessero anche avanzare una prospettiva innovativa utile al processo creativo, arricchendo profondamente ciò che abbiamo realizzato insieme”.

La facciata, sul livello della strada, consiste in una lunga vetrina che anziché mostrare le collezioni ha la funzione di dare un’idea immediata di ciò che ospita all’interno, dei volumi, delle proporzioni e dello spazio che viene percepito come fluido, immerso nella luce diurna. La fronda di un grande albero di baniano sempreverde delimita il primo piano. I confini tra interno ed esterno svaniscono: l’esterno riflette l’interno, e l’interno l’esterno.

 

Una delle parole chiave del progetto è prossimità.

Tutti i materiali sono del loro colore naturale. Ciò che sembra uniforme ad uno sguardo più attento risulta essere strutturato e tattile. La morbida tonalità rosso-gialla della luce è un riflesso della pietra calcarea dei pavimenti, del legno di ciliegio e della calce che ricopre le pareti. Del marmo di Lasa bianco è presente a tratti, delineando le mensole in legno. Le teche sono in vetro, incorniciate da legno di ciliegio. I plinti sono stati realizzati con ampie pietre calcaree. Il lino è utilizzato con moderazione per le sedute. I corrimano, in ciliegio, hanno una forma ergonomica fatta per adattarsi dolcemente alla presa. I muri non sono stati verniciati.

La creazione dell’intero progetto si basa sulla semplicità delle linee e sull’artigianalità locale.