Raccontare Pier Luigi Nervi

Da quattro anni in giro per l’Italia, Matteo Cirenei e Marco Menghi, fotografi milanesi, documentano l’opera di Pier Luigi Nervi, uno dei grandi ingegneri italiani del dopoguerra

 

Stadio Artemio Franchi, Firenze, 2017, Ph. Marco Menghi

Matteo Cirenei e Marco Menghi stanno fotografando con metodo e costanza la maggior parte delle opere realizzate da Pier Luigi Nervi, uno dei protagonisti dell’ingegneria strutturale del secondo dopoguerra in Italia. Un lavoro di lenta riflessione, per questo motivo realizzato tutto in pellicola.

Il successo dell’ingegneria italiana della seconda metà del secolo scorso è dovuta allo straordinario connubio tra scienza e tecnologia, di cui Nervi è stato un attivo sperimentatore, risolvendo i problemi delle grandi strutture in cemento armato da un lato con l’ausilio della precompressione e del ferrocemento, dall’altro con le volte sottili e la resistenza dovuta allo studio della forma.

La forma di queste strutture manifesta un equilibrio perfetto, simmetria e slancio, ed è proprio questo che i due fotografi stanno ricercando, in un viaggio attraverso la bellezza di opere così all’avanguardia nel momento della loro realizzazione da essere ancora attuali oggi.

 

Stadio Flaminio, Roma, 2017, Ph. Matteo Cirenei

Il lavoro di documentazione è quasi al termine, consta di quasi 500 immagini, e verrà presto esposto in mostra. Il progetto fotografico viene svolto di concerto con l’Associazione Pier Luigi Nervi Project, la cui mission principale è quella di promuovere la conoscenza delle realizzazioni edilizie di Nervi al fine della conservazione e del recupero delle strutture esistenti, con la speranza di contribuire ad una consapevolezza scientifica e alla tutela del patrimonio architettonico del Moderno, di cui queste strutture sono tra le sue più alte espressioni.