Voices from Radura

Sono state tre ore piacevoli, all’insegna della sostenibilità ambientale, quelle che hanno scandito il tempo nell’installazione Radura, realizzata da Stefano Boeri Architetti al centro del Cortile della Farmacia, durante l’appuntamento Voices from Radura, rassegna di incontri organizzati da EasyHome Goho.

A fare gli onori di casa l’architetto Stefano Boeri, che ha raccontato la genesi dell’installazione. “Simbolo della Ca’ Granda è da sempre la colomba, quindi avevo pensato a una grande voliera, un intervento delicato che valorizzasse lo spazio. Poi a un nido, con un perimetro trasparente. Infine, ecco Radura, uno spazio intimo e raccolto”.

350 colonne di legno friulano, una struttura che racconta la storia di un territorio italiano e una storia altrettanto importane di sostenibilità. La musica misura la differenza tra spazio interno ed esterno: quattro brani composti dal musicista Ferdinando Arnò e il cortile come cassa armonica per un luogo di relax e rigenerazione.

Di relax e rigenerazione hanno parlato anche Michele Morgante (Innova FVG) e Matteo Marsilio (Filiera Legno FVG) illustrando le attività dei due enti che si occupano il primo di ricerca concentrata sullo sviluppo del territorio montano del Friuli, mentre il secondo è un consorzio di aziende che lavorano il legno friulano dal bosco al prodotto finale.

Per entrambi, la sostenibilità ambientale è un valore centrale per lo sviluppo e la crescita del pianeta, così come la biodiversità. Due valori “incarnati” da tanti progetti di Stefano Boeri e che hanno unito i protagonisti nella realizzazione di Radura.

In un ideale file rouge, valorizzazione paesaggistica e ambientale è stato il tema al centro dell’intervento di Marco Giachetti (Fondazione Sviluppo Ca’ Granda) che ha raccontato le attività della Fondazione che gestisce un patrimonio agricolo di 85 milioni di mq, con oltre cento cascine e due mila unità immobiliari. Una valorizzazione che abbraccia beni di interesse storico e artistico e sviluppo del sistema forestale e agroalimentare riferiti alla sicurezza e alla qualità alimentare.

A chiudere il cerchio di questo viaggio nella sostenibilità e nella biodiversità hanno pensato gli studenti del corso di Urbanistica del Politecnico di Milano (tenuto dai professori Stefano Boeri e Michele Brunello)

Al centro, il progetto Milano Animal City (città e biodiversità, relazioni tra uomo, vegetazione e animali nel contesto ostico delle metropoli contemporanee) in dialogo con l’esperienza di Waiting Posthuman “piattaforma di ricerca sul post-umano per ridefinire il concetto di essere umano”, secondo le parole del filosofo Leonardo Caffo che ne presentato le linee di fondo. Essere umano che non rappresenta solo forme di vita, ma tentativi di ristrutturazione di forme di vita come l’arte, l’architettura, la musica.

Testo di Danilo Signorello – Foto di Efrem Raimondi