Design da gara

Il design ricercato (e veneto) di Attico Interni e Staygreen è stato scelto per l'avveniristico edificio, progettato dallo studio d’architettura Atelier(s) Alfonso Femia, che ospita la nuova Dallara Academy, accanto della sede di Varano de’ Melegari, in provincia di Parma.

 

La struttura dalle linee audaci, fortemente voluta dal fondatore e presidente dell’azienda motoristica, l'ingegner Giampaolo Dallara, si sviluppa su due piani, collegati da un’ampia rampa curva vetrata percorribile a piedi. È un edificio dall’anima polivalente, fortemente focalizzato su temi cari all’azienda: il legame con il territorio, la tecnologia e la formazione. La struttura ospiterà inediti laboratori didattici sperimentali dedicati ai giovani studenti delle scuole medie inferiori e superiori. Sarà inoltre la sede del secondo anno del corso di laurea magistrale in Racing Car Design del Muner.

 

Attico Interni - storica realtà contract di Noale (Verona) fortemente radicata sul territorio - con la sua linea Staygreen - marchio veneziano che si distingue per il design made in Italy ecosostenibile - ha contribuito alla realizzazione di ambienti accoglienti e innovativi.

Grazie alla progettazione integrata e alle idee creative di Alfonso Femia, Attico Interni ha lavorato alla realizzazione di elementi su misura: dalle panche curve alle porte con pannelli in carta kraft fonoassorbente, dai banconi gialli in livrea Dallara a dettagli di rastrematura e raccordo interno, quali sistemi contenitivi e armadi, librerie, accessori.

 

“È un grande onore essere stati coinvolti in questo progetto ed è bello sapere che i nostri prodotti, e in generale lo stile di Attico e Staygreen, possano essere vissuti dalle nuove generazioni all’interno di uno spazio così all’avanguardia e dall’ampio respiro internazionale” ha commentato Stefano Foffano, fondatore di Attico Interni.

 


Magis a Tokyo

Magis ha riaperto, ampliato e rinnovato, il suo showroom a Tokyo presso l’Aoyama Building, progettato dallo studio Roman and Williams.

Il progetto di restyling, curato dallo studio giapponese Design Fresco, ha reso lo spazio essenziale e sofisticato: un percorso alla scoperta dello spirito eclettico che caratterizza il mondo Magis.

L'area espositiva è stata ampliata: oltre ai prodotti iconici, che rappresentano il brand in tutto il mondo, sono esposte anche le ultime novità, come la collezione Brut, design Konstantin Grcic, e gli specchi Vitrail di Inga Sempé.

 

Magis ha aperto il primo showroom in Giappone, a Shinjuku, nel 2009, che poi è stato trasferito, nel 2012, nell'attuale area Aoyama 1-chome. Il secondo spazio, a Osaka, ha inaugurato nel 2017.

 

 

Magis Tokyo Showroom

Aoyama Bldg. 1F, 1-2-3 Kita-aoyama, Minato-ku, Tokyo

 


Peck Citylife

Icona dell’alta gastronomia milanese, Peck apre un nuovo spazio che riunisce, gastronomia, ristorante, enoteca, cocktail bar, nel CityLife Shopping District, ricco di elementi simbolici e citazioni.

Lo studio Vudafieri-Saverino Partners ha curato il progetto in ogni sua fase: dal concept al design di ogni ambiente, seguendo anche l’ingegnerizzazione degli arredi. Il locale, di una meneghinità sobria e decisa, racconta l’identità storica di Peck - a Milano dal 1883 - ma anche la dimensione più contemporanea, tra le architetture simbolo della nuova città.

Peck CityLife sorge in un padiglione di 300 mq dalle forme organiche, in piazza Tre Torri. Il design degli interni è stato articolato in modo da garantire una continuità narrativa nelle diverse aree per creare una relazione fluida tra gastronomia, ristorante, enoteca e cocktail bar.

Lo spazio rende omaggio alla Milano del dopoguerra, della ricostruzione, del miracolo economico, della grande operosità e progettualità meneghina, quella Milano dentro cui il mito di Peck si è affermato, pur senza rendere il luogo didascalico.

Il pavimento richiama la pietra milanese storica, il ceppo di Gré delle cave del Lago d’Iseo; il controsoffitto del ristorante, a losanghe di legno, cita Villa Necchi Campiglio di Piero Portaluppi, così come i montanti che reggono le mensole rievocano la Torre Velasca di BBPR. Per le sedute invece è stato scelto Gio Ponti: eleganza ed essenzialità. Le lampade decorative, moderne e dal sapore post industriale, richiamano la tradizione estetica dei palazzi milanesi.

I tavoli ripiegabili accanto al grande banco permettono al cliente di avere una visione privilegiata della qualità del prodotto e un’esperienza coinvolgente: gustare il cibo in gastronomia permette di ricucire il rapporto tra alimenti e lavorazione, tra selezione e degustazione, tra preparazione e consumo.

Claudio Saverino e Tiziano Vudafieri hanno reinterpretato in chiave contemporanea i materiali iconici di Peck, come legno, ferro nero e rame. In cucina sono state riutilizzate le piastrelle bianche e blu come nelle cucine di via Spadari.

Alla sera il volume del padiglione si illumina come fosse una lanterna, facendo emergere le vetrine dei prodotti.

 


Bankside

Bankside è il nuovo boutique hotel di design situato nel quartiere di South Bank a Londra, sulla sponda sud del Tamigi.

L'hotel - parte di Autograph Collection Hotels, gli hotel indipendenti di Marriott International caratterizzati da uno design ricercato - è stato curato da Dayna Lee di Powerstrip Studio di Los Angeles e promuove al suo interno artisti emergenti grazie al programma Maker in Residence. 

Come un allestimento d'impatto cinematografico, il progetto di interior design ha conferito all'hotel sviluppato su sei piani un'atmosfera spensierata e rilassatante.

Dayna Lee ha voluto rendere omaggio alla tradizione britannica, commissionando ad artigiani locali la realizzazione di alcuni elementi distintivi. Tra questi, la ceramista e illustratrice Laura Carlin ha realizzato due murali composti da piastrelle illustrate con storie del South Bank. L'artista e designer Malgorzata Bany ha invece creato una serie di tavoli.

Inoltre Bankside collabora con Contemporary Collective. Con il programma Maker in Residence, l'hotel mette a disposizione uno spazio permanente nel quale artisti emergenti hanno la possibilità di creare ed esporre le loro opere a rotazione, il tutto a pochi passi dalla Tate Modern. Situato al piano terra dell'hotel, con accesso diretto a uno spazio comune nel cortile, l'hub di Makers si aggiunge alla vibrante scena artistica del quartiere e prevede un ricco calendario di makers, conferenze, anteprime ed eventi.

 


Ospitalità tailor made

Situato tra le Dolomiti del Brenta, nella piazzetta di Madonna di Campiglio, il Majestic Mountain Charme Hotel è un luogo suggestivo e confortevole.

Le raffinate camere di due piani dell'hotel sono state interamente progettate e rinnovate dallo studio associato CaberlonCaroppi Italian Touch Architects che ha valorizzato la tradizione dell’hotel, fondendola con l’emozionante paesaggio alpino.

Come da richiesta della committenza, gli architetti Chiara Caberlon e Ermanno Caroppi hanno ottimizzato lo spazio per creare delle camere il più ampie possibili con importanti sistemi contenitivi e la possibilità di aggiungere posti letto in modo rapido e funzionale.

Realizzando ambienti spaziosi e flessibili dallo stile lussuoso e moderno è stato raggiunto lo standard qualitativo di una struttura 4 stelle superior, pur mantenendo l’immagine storica dell’hotel, legata al fascino della montagna.

 

Ogni progetto ideato dallo studio CaberlonCaroppi è un racconto diverso, un’immersione nella realtà in cui si trova la struttura da realizzare e una ricerca dei linguaggi più corretti per raccontarla.

Dalla progettazione architettonica e grafica fino ai materiali e ai tessuti, tutto è in linea con l’identità del luogo. Gli arredi vengono cuciti su misura, proprio come un abito di haute coutureUn layout sartoriale e funzionale, capace di riflettere al meglio le esigenze della committenza, mantenendo un forte legame con le tradizioni locali e al contempo in grado di distaccarsi da un’offerta convenzionale e stereotipata.

Lo studio CaberlonCaroppi, dall'identità eclettica e versatile, elabora nuovi concept di ospitalità tailor made dedicati a tutte le categorie dell’hospitality, dall’albergo storico al business hotel, dal resort prestigioso all’intimo boutique hotel.

 


Galleria Cracco

Ristorante Cracco

Galleria Vittorio Emanuele II, Milano

Da mercoledì 12 dicembre 2018 a marzo 2019

 

Galleria Cracco – il progetto nato con per coinvolgere artisti italiani contemporanei nel realizzare interventi site specific per le lunette che sovrastano le vetrine del Ristorante Cracco in Galleria Vittorio Emanuele a Milano presenta una video installazione concepita dai Masbedo, duo artistico composto da Nicolò Massazza e Iacopo Bedogni.

Le tre vetrine d’arte sono fruibili gratuitamente 24 ore su 24 da tutti coloro che attraversano la Galleria, luogo simbolo di Milano, visitato da oltre 100.000 persone al giorno.

 

Il duo Masbedo ha ideato e prodotto appositamente la video installazione Romans Roman (Hommage à Roman Signer), un trittico composto da tre video – ciascuno collocato in una delle lunette – che danno vita a un’immagine complessiva potente, ipnotica e surreale.

La video installazione racconta l’attesa di una cena: due donne e un uomo siedono attorno a un tavolo apparecchiato, sospesi in uno stato di tensione seduttiva, magica, inquieta. I protagonisti sono immersi in un’atmosfera sofisticata e straniante, in una situazione dai contorni indefiniti in cui la carica erotica e magnetica è palpabile e arriva a manifestarsi in modo imprevisto e improvviso. Il turbamento per un gioco a tre sottinteso, sempre sul punto di innescarsi ma mai espresso, scatena le prime scintille fino a deflagrare in veri e propri fuochi d’artificio.

 

Con Galleria Cracco il nuovo ristorante di Carlo Cracco si pone come un luogo di sperimentazione, in cui la creatività diventa trait-d’union tra food, architettura, design e arte: l’eccellenza del saper fare italiano.

Il progetto, inaugurato lo scorso aprile con l’opera Heterochromic (Rosa e Carlo) di Patrick Tuttofuoco, nasce da un’idea dello chef, insieme all’agenzia di comunicazione Paridevitale e a Sky Arte, il primo canale televisivo dedicato all’arte in tutte le sue forme.

 

 


L’Anello Mancante

MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo,

fino al 3 marzo 2019

 

L’installazione site-specific L’anello Mancante, realizzata da Michele De Lucchi, fa parte del ciclo di esposizioni Nature, all’interno della Galleria Gian Ferrari del MAXXI che ha già invitato diversi progettisti a confrontarsi sul tema del rapporto tra natura e artificio.

Michele De Lucchi racconta: “Un anello mancante è l’elemento che unisce le parti lontane di una catena spaccata e aperta. Oggi ne abbiamo spesso bisogno. Ci servono sempre più anelli che mettano in connessione le molteplici ramificazioni delle relazioni sociali, politiche, economiche, culturali e anche morali. Ma ci servono anche altri anelli che nella realtà colleghino fisicamente l’idea di pieno e di vuoto, di spazio chiuso e spazio aperto, di contenitore e contenuto”.

Nasce così un’architettura a forma d’anello aperto, percorribile al suo interno, con una struttura in tubolare, interamente sviluppata e realizzata da UniFor, rivestita con un guscio di oltre 800 scandole in HI-MACS® Alpine White, lievemente distanziate tra loro. Perfettamente integrato nella struttura, un impianto di illuminazione led sottolinea i volumi e conferisce alla struttura un accento etereo. Il progetto crea così un percorso sensoriale al quale dedicarsi con lentezza, esplorando al contempo lo spazio e le proprie emozioni, e dal quale uscire leggermente disorientati, ma anche più consapevoli.

 

Racconta l’architetto: “La pianta rappresenta l’anello aperto di una collana. È un’installazione percorribile al suo interno. Si entra da una parte e si esce dall’altra. Lungo il percorso ci sono alcune aperture piccole e grandi: la luce entra, lo sguardo esce. Intorno, tutto appare molto ambiguo. È ambiguo il rapporto tra interno ed esterno, tra luce e ombra, tra celato e svelato, tra privato e pubblico. Sono ambigue le proporzioni perché quando si entra si ha una percezione di grandezza che non si coglie dall’esterno. Nel contesto della sala espositiva, il muro appare piccolo: man mano che si procede al suo interno tutto appare ingigantito dalla parete stessa e dall’acustica, che cambia passo dopo passo con i rumori che si fanno più intensi, amplificati. La sezione ogivale del muro crea un effetto di enclave, come un catino rovesciato che spinge inevitabilmente lo sguardo da sotto all’insù. La forma proietta il pensiero verso l’alto, istiga all’infinito”.

 


Talenti di riqualificazione

Talenti, azienda umbra specializzata in arredi da outdoor di design, ha iniziato i lavori di bonifica dell’ex Pastificio Federici per sviluppare un’importante progetto di riqualificazione dell’area industriale e valorizzazione del territorio di Amelia, in provincia di Terni, in collaborazione con istituzioni e realtà locali.

Acquisito dall’azienda in occasione di una recente asta fallimentare del Tribunale di Terni con un esborso di 850 mila euro, più del doppio della base d’asta, lo storico Pastificio Federici sarà riqualificato per riportare sviluppo economico e sociale. Sorgerà infatti un grande complesso di esposizione, produzione e commercializzazione di arredi da giardino.

 

Si tratta di un progetto all’avanguardia che riguarda l’intera superficie di circa 80.000 mila metri quadri, di cui circa 20.000 coperti, per un investimento di circa 5 milioni di euro.

Il piano prevede il trasferimento dell’attuale sede dell’azienda entro 12 mesi con la realizzazione di una nuova sede logistica, di uno showroom di 2.000 mq e di una nuova area dedicata agli uffici, con un occhio di riguardo verso il benessere dei dipendenti. È infatti prevista la costruzione di una palestra, un campo da tennis, uno da pallavolo e uno da pallacanestro, un’area per i bambini dei dipendenti, una zona beauty e una relax.

Il progetto di Talenti prevede inoltre la collaborazione con l’amministrazione comunale e altre realtà artigianali della zona per sviluppare sinergie anche in altri settori, in primis quello agroalimentare, creando nuove opportunità di crescita e promozione del territorio.

 


Ernestomeda a Firenze

Il nuovo flagship store di Ernestomeda a Firenze ospita le cucine del marchio marchigiano - i modelli IconColor, Soul, One80 e Obliqua - in uno spazio di 200 metri quadrati, distribuiti su due livelli.

Ernestomeda Firenze by Lama, il nuovo punto vendita esclusivo, è situato in via Ponte alle Mosse, storica via della città da cui in passato partiva – in gergo tecnico prendeva le mosse – il Palio de’ barberi, antica competizione a cavallo disputatasi fino al XIX secolo.

Storica anche l'azienda Lama Design, nata negli anni Venti, con cui il brand di cucine ha aperto lo spazio. Lama si contraddistingue per il suo dna d’atelier artigiano che poi si è evoluto in una spiccata propensione per il design.

Ad Ernestomeda e ai suoi modelli di cucina sono inoltre dedicate due vetrine.

 


Twils a Firenze

Apre a Firenze il primo flagship store Twils in Italia.

Lo spazio espositivo di circa 500 mq presenta l'intera collezione dell'azienda: l’area notte, con i letti tessili e la biancheria coordinata, e le linee living con divani e complementi di arredo del marchio Twils Lounge lanciato nel 2016.

Situato in via Ponte alle Mosse 201, apre in collaborazione con Lama Design, storica realtà toscana specializzata nell’arredamento di design.

 


Pas De La Mule

Minimalismo materico e geometrico per Pas De La Mule, un raffinato un appartamento parigino di 150 mq sulla Rive Droite. Situato in uno stabile del XVII secolo, il progetto di ristrutturazione è stato curato da Atelier Aurélie Rimbert.

Su richiesta dei proprietari, l’abitazione è stato spogliata di ogni decoro, tranne che della caratteristica vetrata in passerella. Negli spazi e negli eleganti passaggi tra i diversi ambienti emerge lo stile minimale, i tagli geometrici e la scelta accurata dei materiali e delle finiture.

Gli infissi in noce finemente lavorato con motivi a linee sottili richiamano il parquet. Le cassettiere e le librerie, dalle linee semplici disegnate su misura, sono rivestite di specchi bronzo, feltri, vetro nero e lino intessuto. La cabina armadio è accessibile attraverso porte scorrevoli perforate che lasciano filtrare la luce. Inediti stipiti neri segnano il passaggio tra uno spazio e l’altro.

Gli elementi disposti en recto verso rendono l'ambiente bagno una nicchia accogliente. La rubinetteria della collezione Diametro 35 Inox Concrete di Ritmonio dona carattere e matericità allo spazio.

 


Sanluca Limited Edition 2018

Poltrona Frau presenta un'edizione speciale di Sanluca, l’iconica poltrona progettata da Achille e Pier Giacomo Castiglioni, connotata da un rivestimento originale, tratto da un'opera del grafico-artista Max Huber.

Prodotta in soli 100 esemplari, vuole celebrare contemporaneamente due importanti date: i 100 anni dalla nascita di Achille Castiglioni (1918-2002) e i 50 anni dalla scomparsa di Pier Giacomo Castiglioni (1913-1968). Molto più di una semplice edizione limitata: un progetto culturale attorno alla visionaria seduta ideata dai fratelli Achille e Pier Giacomo Castiglioni nel 1960.

 

Sanluca Limited Edition nasce da un attento percorso filologico, concettuale ed emozionale, il cui intento è ricordare lo straordinario sodalizio che ha legato Achille e Pier Giacomo Castiglioni e l'assiduo rapporto che li lega al grafico-artista svizzero Max Huber. I Castiglioni e Huber collaborarono infatti a importanti progetti di allestimento, instaurando una forte relazione familiare e personale.

Poltrona Frau ha così ripreso dall’archivio Max Huber un’opera su carta del 1968, intitolata Onde Geofisiche, caratterizzata da un’intensa astrazione, e l’ha trasformata in un prezioso tessuto, che ora riveste le onde scultoree della limited edition 2018 di Sanluca, una poltrona che nasce da un progetto per sottrazione, il cui principio guida è, come affermò Achille Castiglioni, “solo lo strettamente necessario”.

In Sanluca si incontrano fantasia, amicizia, artigianalità e tecnologia: un progetto iconico esemplare, un momento di creatività appassionata che resiste al tempo.

 

Sanluca Limited Edition - realizzata in soli 100 pezzi: 50 nella variante con rivestimento in dominante nera e 50 bianca - nasce da una ricerca curata da Marco Romanelli e Poltrona Frau Stile & Design Centre, in collaborazione con Fondazione Achille Castiglioni, Studio Arch. Pier Giacomo Castiglioni e Archivio Max Huber.

Il lancio dell’edizione limitata è avvenuto negli spazi dello showroom milanese di Poltrona Frau in via Manzoni 30, in sinergia con l'inaugurazione del 5 ottobre della grande mostra personale A Castiglioni alla Triennale di Milano.