Chalet ad alta quota

Levissima 3000 è un progetto innovativo e sostenibile di turismo ad alta quota: uno chalet esclusivo a Bormio, pensato per un’esperienza immersiva, per vivere in modo inedito il territorio.

Il nuovo progetto presentato da Levissima nasce con la volontà di promuovere il territorio a cui da sempre il marchio è legato: le vette delle Alpi Centrali, ai limiti del Parco Nazionale dello Stelvio, dalle cui sorgenti ha origine l’acqua minerale.

Lo chalet, a oltre 3000 metri di altezza, è totalmente immerso nella natura e si affaccia sul Parco Nazionale dello Stelvio, con una vista panoramica sulla vetta della Cima Piazzi da cui nasce l’acqua minerale Levissima.

 

Pensato per ospitare due persone, lo chalet si integra alla natura circostante grazie alla sua configurazione, alle ampie superfici vetrate continue, a una terrazza panoramica e all’impiego di materiali naturali locali, il legno e la pietra.

Lo spazio sarà prenotabile da dicembre 2018 attraverso il portale Airbnb da dicembre 2018.

 

Con questo progetto Levissima, all'interno di un piano a lungo termine condiviso con il Parco Nazionale dello Stelvio, gli enti territoriali e diverse imprese locali e non, contribuisce attivamente alla valorizzazione del territorio.

Levissima 3000 è un virtuoso esempio di promozione turistica.

Per quanto riguarda la ricerca, Levissima da oltre dieci anni è impegnata al fianco dei glaciologi dell’Università degli Studi di Milano per lo studio e la protezione dei ghiacciai alpini.

Inoltre l'azienda sostiene il rinnovamento dello stabilimento di Cepina Valdisotto, un progetto da oltre 30 milioni di euro che darà alla fabbrica un ruolo sempre più forte nelle dinamiche di crescita sostenibile locale grazie a un’apertura nei confronti della comunità e dell’intera Valtellina.

 

 


Da reclusione ad apertura

Da luogo di reclusione a spazio di apertura: lex carceri asburgiche di Trevisoora Gallerie delle Prigioni, sono state trasformate in uno spazio dedicato all’arte contemporanea e all’integrazione tra le culture visive di tutto il mondo, nella filosofia di Imago Mundi, il progetto globale e non profit di Luciano Benetton.

Il complesso restauro - finanziato da Edizione, finanziaria del gruppo Benetton, e realizzato su progetto dell’architetto Tobia Scarpa –  ha trasformato, dopo anni di abbandono, i suggestivi spazi della struttura situata nel cuore della città in un laboratorio di idee, progetti e nuove sperimentazioni. 

Nel massiccio intervento di riqualificazione della struttura che risale al 1835 sono stati conservati alcuni elementi originali che ne raccontano il passato: le porte in legno con i chiavistelli in ferro, le travi, gli ingressi ribassati delle celle con i numeri dipinti, oltre ad alcune scritte che identificano le sale.

Per valorizzare le caratteristiche identitarie dell’immobile, ma allo stesso tempo renderlo innovativo dal punto di vista funzionale, è stata scelta la tecnologia Vimar che permette ai visitatori di godere appieno dei nuovi spazi, con l’impianto elettrico e le altre dotazioni che rispondono agli standard più elevati.

Come cornice a prese e interruttori sono state scelte le linee ricercate della serie Eikon Evo, nella versione in alluminio totale color grigio lava che permette all’impianto elettrico di integrarsi armoniosamente con la nuova natura espositiva degli spazi, quasi si trattasse di un’opera d’arte.


In xxx we trust

Palermo, 20 ottobre - 23 novembre

 

Nell’anno di Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018 In xxx we trust si propone di indagare e promulgare una cultura di integrazione dei culti religiosi che la città ospita.

Il progetto, a cura di Rosa Cascone in collaborazione con lo Studio Legale Negri-Clementi, indaga i culti religiosi spogliandoli delle deformazioni che hanno acquisito nel tempo.

I temi affrontati sono la promessa. il prescelto. la testimonianza. il trapasso. la consunzione. i misteri. il sacrificio.

A completamento del progetto, la mostra Epiphany presso la Chiesa di Sant’Andrea degli Aromatari espone le opere site specific dei sette artisti coinvolti, i santini e i video di approfondimento.

 

Per info: www.inxxxwetrust.info

Per sostenere il progetto: https://www.beartonline.com // In xxx we trust

 


Gloriette Guesthouse

Gloriette Guesthouse, progettato dallo studio noa* – network of architecture sull'altopiano del Renon in Alto Adige, si distingue per l'inedita piscina esterna a sbalzo.

Tra elementi della tradizione montana, rimandi allo stile Liberty e innovazione progettuale l'elemento protagonista è l'arco.

Dopo la completa demolizione del piccolo hotel esistente, l'edificio, che comprende 25 camere, di cui 7 suite-giardino, si presenta come un volume solitario inserito nel paesaggio circostante.

Il progetto di noa* incorpora gli elementi che si ritrovano di frequente nell’architettura locale, come gli archi in facciata che si sviluppano in una successione simmetrica e il tetto a padiglione. Il tema dell’arco è ripreso anche all’interno.

Le suite dei piani superiori sono riconoscibili dagli Erker  (bow window) che segnano accenti architettonici decisi sull’involucro.

Spicca, visibile anche da lontano, l'area benessere con la stravagante piscina esterna a sbalzo: un cilindro attraversa il tetto a padiglione sul lato sud.

 


Rinnovata accoglienza

Castelrotto (BZ), nell'area dell'Alpe di Siusi, si prepara all'inizio della stagione invernale con un'offerta turistica arricchita dal nuovo Hotel Schgaguler.

La recente ristrutturazione dell'Hotel Schgaguler a Castelrotto (BZ), nell'area dell'Alpe di Siusi, sulle Dolomiti, è stata curata dallo studio di architettura di Peter Pichler che ha dato vita a un elegante boutique hotel.

L'edificio con vista sullo Sciliar e la corona delle Dolomiti è stato completamente ridisegnato semplificando le linee secondo un'estetica minimale e allo stesso tempo innovativa.

Lo studio milanese guidato dall'altoatesino Peter Pichler, che si è aggiudicato il concorso di idee indetto dalla famiglia Schgaguler, rilegge la precedente struttura aggiungendo un intero piano vetrato in cui trovano spazio 8 nuove suite.

Le grandi superfici in vetro rendono la struttura trasparente e leggera, aperta sul paesaggio, mentre l'inclinazione del tetto riprende le linee tipiche dell'architettura locale.

Nuove anche la reception, l'area lounge e il ristorante. Le camere diventano più spaziose e si caratterizzano per la presenza della vasca freestanding a centro stanza.

 


Come la prua di una nave

Il celebre Victoria & Albert Museum con sede a Londra ha aperto una "succursale" nel nord del Regno Unito in uno spettacolare edificio progettato da Kengo Kuma sulla riva del Firth of Tay.

Il futuristico V&A Dundee, ispirato alle scogliere scozzesi, sembra emergere dall'acqua come un imponente scafo.

Grigie come le scogliere della vicina costa del Mare del Nord, migliaia di lastre di pietra a forma di onda si uniscono per formare un unico insieme. Le due parti dell'edificio a forma di piramidi capovolte al piano terra consentono l'accesso al fiume Tay e si uniscono al primo piano. Nel punto più lungo la sporgenza è di quasi 20 metri. 

L'analogia continua all'interno, nell'enorme atrio rivestito di pannelli di quercia: la sala inondata di luce, secondo Kuma, "accoglie i visitatori come un tempio giapponese".

Un'ampia scala, un ascensore in vetro e pavimenti scuri in pietra calcarea con impronte fossili permettono di raggiungere il piano espositivo con una superficie totale di 1100 metri quadrati

Dalle passeggiate, le aree salotto e i caffè, lo sguardo cade ovunque e inaspettatamente sull'acqua, sulle gru e sul ponte sul fiume Tay.

Per i bagni del museo sono stati scelti i lavabi dallo stile classico Vero di Duravit dal design rettangolare.

 


Design Orchestra

Galerie Simoncini, 6, rue Notre Dame, Lussemburgo

19 ottobre - 5 novembre 2018

 

Il designer e musicista italiano Lorenzo Palmeri partecipa con la sua prima mostra personale in Lussemburgo Design Orchestra a Design City LX Festival, organizzato dal Mudam, con la curatela di Marco Sammicheli, dal 19 ottobre al 18 novembre 2018.

Lorenzo Palmeri vanta una doppia formazione. Laureatosi a Milano in architettura, è anche compositore e musicista.

A questa sua passione dedica svariati progetti musicali ed è dalla musica e dal suono che nasce il design di alcuni oggetti. Un mondo che Marco Sammicheli - curatore - raccoglie e racconta nella prima personale a lui dedicata.

La mostra raccoglie una selezione di progetti disegnati da Palmeri che si accostano al mondo del suono: strumenti musicali (chitarre e percussioni), oggetti speciali e progetti discografici.

 

Sabato 20 ottobre, Lorenzo Palmeri parteciperà al talk Live radio Symposium Me Craft - You Industry - We Design presso il Mudam, cui seguirà un concerto dove presenterà, insieme a Lele Battista, alcuni brani del suo nuovo lavoro discografico La natura del parafulmine di imminente uscita.

 


Green house

Azienda specializzata nelle applicazioni in legno durevole naturale e legno composito per esterni (decking), Déco ha trasferito la propria sede in un nuovo e ampio stabilimentofunzionale e adeguato alle esigenze attuali e future.

Lo stile confortevole, caratterizzato da un design minimale, accogliente e green, come la filosofia dell'azienda e dei suoi prodotti, si riflette nel progetto: un ambiente di lavoro piacevole e allo stesso tempo efficiente, informale ed elegante, proprio come gli spazi che Déco crea con rivestimenti e arredi per esterni.

I tre soci Mattia Bambi, Eugenio Lorenzo Caselli e Paolo Damiani hanno scelto un'area di 8.000 mq, situata a Urgnano, in provincia di Bergamo, e hanno affidato la progettazione a studioPang.

L'architettura lineare è circondata dal verde: interni ed esterni si fondono. La facciata, disegnata da un susseguirsi di volumi rientranti e sporgenti, è suddivisa in due fasce orizzontali.

All'interno, l'ambiente risulta funzionale e rilassante: i rivestimenti Déco sono alternati a pavimenti vinilici effetto cemento industriale.

A parete e a pavimento l'azienda richiama a più riprese la sua vocazione green: ampie installazioni in muschi e licheni verticali impreziosiscono gli spazi e all'ingresso un piccolo prato rende subito l'ambiente fresco e brioso.

Gli uffici ampi e luminosi sono dotati di tecnologie innovative. Nell'area espositiva è possibile toccare con mano gli arredi e i legni naturali e compositi nelle varie finiture: UltraShield, Décowood, Ipe Lapacho, Teak.

La nuova sede valorizza anche i momenti di aggregazione e relax per i quali è stata pensata un'apposita area con calcetto e morbidi pouf.

Un ampio spazio è dedicato al magazzino per lo stock dei prodotti, realizzato e gestito con efficienza per rispondere con rapidità alle richieste dei clienti.

 


ADI Design Index 2018

Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci
fino a domenica 21 ottobre 2018

Acquario Romano
Inaugurazione: martedì 20 novembre 2018, ore 18
fino a mercoledì 5 dicembre 2018

 

746 prodotti candidati, 172 selezionati: ADI Design Index 2018 conferma il criterio di valorizzazione della qualità che segna per ADI la scelta dei migliori oggetti del design italiano.

Nella selezione condotta dall’Osservatorio permanente del Design ADI sono presenti i migliori risultati del design per l’abitare (29 tra prodotti d’arredamento e di illuminazione, rivestimenti ceramici, apparecchiature per il riscaldamento e per il bagno, elettrodomestici, ma anche sistemi di sicurezza e di automazione per la casa) e quelli del design per la persona (17 prodotti, destinati all’uso nel tempo libero e nello sport ma anche nelle attività professionali).

Non mancano i veicoli (automobili, scooter e motocicli elettrici, imbarcazioni e sistemi tecnologici per il controllo e la gestione dei mezzi) e i prodotti per il lavoro (dai mobili per l’ufficio alle vetrine refrigerate per i negozi), e sono presenti il design dei servizi (terminali e software per il pagamento digitale degli acquisti nei negozi), il design sociale (iniziative contro la desertificazione africana e per la creazione di competenze e attività professionali nei Paesi meno sviluppati) e il food design.

Completano il panorama i 23 migliori progetti realizzati dagli studenti delle scuole di design italiane, che concorreranno al premio della Targa Giovani.

 

La mostra, aperta in ottobre a Milano e in novembre a Roma, con il progetto d’allestimento di Gianluigi Landoni, è il riassunto delle sorprese che la creatività dei designer e dei produttori sta portando nella vita di tutti.

 


Il silenzio dei colori

Venini presenta Il silenzio dei colori, la nuova opera d’arte vetraria firmato da Matteo Thun.

L’opera è presentata in quattro varianti, ognuna in edizione limitata.

Su una formella in pietra Santafiore, Matteo Thun ha dato vita a una composizione di vasi e bottiglie perfettamente equilibrata nelle forme e nelle gradazioni cromatiche.

La superfice ruvida e porosa della base definisce un elegante gioco di contrasti con quella liscia, satinata e quasi vellutata degli elementi di vetro. Ogni bottiglia, infatti, viene soffiata e poi rifinita con una leggera molatura che tende a velare lievemente le superfici: le forme diventano eteree, i colori si stemperano, i profili si ammorbidiscono.

I colori sono abbinati secondo la scala fredda, viola, blu mare, talpa, oppure blu, uva e talpa, ma anche nelle sfumature calde del grigio, giallo, arancio o dell’ambra, verde mela e talpa-

I vasi rivelano una straordinaria ricchezza di dettagli che ne rende evidente la lavorazione artigianale dei maestri vetrai.

 


Seats of Power

Vitra Design Museum - Schaudepot

dal 19 ottobre 2018 al 17 febbraio 2019

La mostra Seats of Power – and Those Who Sit racconta come nella storia le sedie sono sempre state associate ad espressioni di potere.

L’origine della sedia moderna infatti risale agli antichi troni. 

Per un lungo periodo le sedie erano riservate ai governanti e ai vertici della società e la situazione non cambiò fino all'ascesa della classe borghese. Con l'avvento della produzione industriale di arredi nel diciannovesimo secolo, le sedie divennero finalmente accessibili a tutta la popolazione, eppure la loro connessione con il potere rimane evidente anche ai nostri giorni.

La mostra di Seats of Power presso Vitra Schaudepot esplora questo tema attraverso l'esposizione di circa 20 pezzi provenienti dalle collezioni del museo, mettendo in evidenza come il potere politico, sociale ed economico continua ad essere rappresentato dagli arredi per sedersi.

Emerge così la storia culturale delle sedute moderne: dai principi autoritari e patriarcali ai valori egualitari e partecipativi.

 

 


Reciprocity Design Liège

 Liegi (Belgio), dal 5 ottobre al 25 novembre 2018

 

Reciprocity Design Liège è la triennale internazionale di design e innovazione sociale la cui direzione artistica è nuovamente affidata a Giovanna Massoni, curatrice di mostre di design belga e internazionale.

 

Il programma ruota intorno alla tematica principale della triennale: collocare l'etica del progetto al centro del dibattito, creando un ponte tra economia, cultura, progetto e saper fare in diverse aree del design: prodotto, tecnologia, industria, artigianato, innovazione sociale, insegnamento, progettazione grafica, urbanistica e architettura.

5 mostre11 curatori5 location principali nel cuore di Liegi, 5 gallerie/centri d'arte, 3 conferenze (Fragile, design e precarietà a cura di Reciprocity e Dialogue a cura di Frederik Delbart & Quentin de Coster), 1 workshop di ricerca-azione (Welcome to_Bavière a cura di Nik Baerten & Virginia Tassinari/Pantopicon - BE), oltre a un programma di eventi extra-muros nell’Euregio Mosa-Reno.

 

Glifo, l’ausilio per la scrittura per bimbi con disabilità motorie di OpenDot

 

Le mostre:

-Fragilitas, presso il Museo La Boverie; scenografia a cura di DesignWithGenius. Composta da tre sezioni, indaga, in senso positivo, le fragilità umane legate all’età, malattia, povertà e precarietà.

-Confessions, presso il Museo La Boverie; scenografia e grafica a cura di FabricaOliviero Toscani. Ritratto di Fabrica e dei ragazzi che lavorano al suo progetto, in un dialogo aperto col mondo e con se stessi.

-I nuovi oggetti pedagogici - concorso internazionale e mostra; presso Espace Saint-Antoine/Musée De La Vie Wallonne; scenografia di Lorigami Architecture. A cura di Giovanna Massoni con la collaborazione di Anna Bernagozzi. Una mappa del design emergente attraverso l’analisi dell’insegnamento del design nelle scuole europee (con una selezione di 31 scuole di 7 Paesi europei).

-Drapeaux, installazione nel Chiostro del Musée de la Vie Wallonne. Progetto di Fig. sul significato della bandiera che coinvolge circa 28 designer.

-Face A - Face B, Design Station, mostra a cura di Wallonie Design e incontri di Job’in Design. Sono coinvolti 8 designer di Liegi che si interrogano sul tema della fragilità.


Inoltre Reciprocity presenta progettiworkshop e dibattiti che mirano a coinvolgere la città e i suoi abitanti in gallerie e centri d’arte.